A BEX 2026 il Tecnopolo di Rimini protagonista della Biospace Economy
Il 25 settembre a Rimini il confronto tra Università, ricerca e imprese
Tra i progetti al centro dell’attenzione APHRODITE, il biosensore sviluppato al Tecnopolo per monitorare la salute degli astronauti
Lo spazio non è soltanto una nuova frontiera da esplorare. Le condizioni estreme nelle quali si trovano a operare gli astronauti possono trasformarlo in uno straordinario laboratorio per sviluppare tecnologie e soluzioni destinate, in futuro, a migliorare anche la salute e la qualità della vita sulla Terra.
È questo il tema al centro del convegno organizzato da Tecnopolo Rimini dal titolo “Biospace economy: New opportunities for Physiology, Healthcare, Wellness, Pharmacy – Session II”, in programma venerdì 25 settembre, dalle 12.00 alle 13.15, alla Fiera BEX – Beyond Exploration Expo di Rimini, presso la Diotallevi 1 Room, South Hall del Rimini Expo Centre.
L’appuntamento riunirà università, centri di ricerca e imprese per approfondire le conseguenze della permanenza umana nello spazio e, soprattutto, le opportunità scientifiche, tecnologiche ed economiche che la ricerca spaziale può aprire per settori come medicina, industria farmaceutica, wellness e biotech.
Il confronto partirà dagli effetti della microgravità sul sistema cardiovascolare per arrivare allo sviluppo di dispositivi lab-on-chip in grado di monitorare la salute degli astronauti. Al centro anche tecnologie che possono trovare applicazioni sempre più importanti sulla Terra: sensori per il monitoraggio sanitario, telemedicina, bioelettronica, analisi dei dati attraverso l’intelligenza artificiale, biomanifattura e nuovi materiali per la protezione dalle radiazioni.
Da Rimini allo spazio con il progetto APHRODITE
In questo scenario Rimini può già vantare un’esperienza concreta e di particolare rilievo scientifico grazie al progetto APHRODITE, la cui attività di ricerca si svolge presso il Tecnopolo di Rimini.
Il progetto punta alla realizzazione di un biosensore portatile “lab-on-chip”, un piccolo laboratorio destinato a consentire agli astronauti di effettuare direttamente nello spazio analisi chimico-cliniche su campioni di saliva. Il dispositivo, testato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), permetterà di monitorare biomarcatori collegati allo stress e alle alterazioni della funzionalità del sistema immunitario, contribuendo allo sviluppo di sistemi diagnostici sempre più rapidi e autonomi.
APHRODITE è stato selezionato e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana ed è guidato dalla professoressa Mara Mirasoli del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna, e si avvale delle competenze scientifiche e tecnologiche specialistiche della Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) dell’Università La Sapienza e di Kayser Space srl. Il progetto rappresenta uno degli esempi più significativi delle attività di ricerca sviluppate all’interno del Tecnopolo riminese.
Il convegno di BEX sarà quindi un’occasione per mettere in relazione ricerca scientifica, infrastrutture spaziali, università e sistema delle imprese, facendo dialogare competenze provenienti dai settori healthcare, wellness, farmaceutico e biotech.
Sarà anche l’opportunità per mostrare come le soluzioni progettate per affrontare le condizioni estreme dello spazio possano produrre innovazioni utilizzabili nella vita quotidiana: dalla diagnostica rapida al monitoraggio a distanza dei pazienti, fino a nuovi strumenti di prevenzione e analisi dei dati sanitari.
Una prospettiva che conferma il ruolo del Tecnopolo di Rimini come luogo di incontro tra ricerca, innovazione tecnologica e trasferimento delle conoscenze, capace di mettere in relazione le competenze scientifiche sviluppate sul territorio con le nuove frontiere internazionali della ricerca.
L’appuntamento è venerdì 25 settembre 2026, dalle ore 12.00 alle 13.15, presso la Diotallevi 1 Room, Hall sud– Fiera di Rimini. La partecipazione è gratuita previa registrazione e ottenimento del pass per BEX 2026.


