“I turismi della natura”: da Frontone parte un nuovo modello di sviluppo sostenibile dell’entroterra per dare vita ad una rete regionale di cammini
Dal Castello della Porta al Monastero di Fonte Avellana: 14 chilometri per un’esperienza ‘slow’ che unisce trekking, benessere, cultura e valorizzazione del territorio
Sala piena venerdì 29 agosto al Castello della Porta di Frontone al convegno di presentazione ufficiale del “Sentiero delle Stelle Amiche”.
Il “Sentiero delle Stelle Amiche” collega due luoghi che, ciascuno a modo suo, raccontano l’anima più autentica delle Marche: il Castello della Porta di Frontone e il Monastero della Santa Croce di Fonte Avellana. Da un lato, l’imponente architettura fortificata rinascimentale, segnata dall’intervento voluto da Federico da Montefeltro e dall’ingegno di Francesco di Giorgio Martini, che ancora oggi domina il paesaggio con la sua forma inconfondibile. Dall’altro, l’antico monastero fondato intorno al 980 dai seguaci di San Romualdo, con i suoi spazi che custodiscono memorie religiose e culturali di portata universale, dal prezioso scriptorium alla biblioteca settecentesca, passando per la chiesa, il chiostro e la sala del Capitolo dalla volta stellata, che ha ispirato il nome stesso del Sentiero.
Fra questi due poli si snoda un cammino lungo 14,1 chilometri che attraversa luoghi dal fascino unico. Il borgo medievale di Frontone, la fossa del Mandrale, l’eremo della Madonna dell’Acquanera, le foreste millenarie custodite dall’Università degli Uomini Originari, gli allevamenti del cavallo del Catria e i prati dove in primavera germoglia il fungo Spignolo. Il nuovo sentiero nasce come proposta aperta a pubblici diversi, dimostrando la capacità di un itinerario di essere letto e vissuto secondo prospettive molteplici. È un tracciato pensato per i camminatori e gli escursionisti, che vi trovano un contatto autentico con boschi, pascoli e borgate; ma anche per chi ricerca benessere e lentezza, vivendo il cammino come esperienza rigenerante. Non mancano possibilità di interesse per chi ama l’osservazione del cielo e delle stelle, richiamata dal nome stesso del percorso, o per chi desidera riscoprire i sapori del territorio, come il pregiato fungo Spignolo che cresce nei prati del Catria. Una pluralità di approcci che mostra come il sentiero non sia una proposta univoca, ma una piattaforma di esperienze che intercetta passioni e sensibilità diverse.
Con un concept a cura dell’esperto di designer di destinazioni turistiche Andrea Pollarini, il progetto nasce dalla sinergia tra l’amministrazione comunale di Frontone, il GAL, l’Università degli Uomini Originari di Frontone e il Centro Studi Avellaniti (ex Congregazione dei Monaci Camaldolesi di Fonte Avellana), che hanno condiviso l’obiettivo di valorizzare il territorio in cui sono insediati e proporre un’offerta turistica sempre più volta all’attenzione per il paesaggio e la natura, per i luoghi storici e per la sostenibilità.
La giornata di Frontone ha segnato dunque l’avvio di un percorso che va oltre il singolo tracciato: il “Sentiero delle Stelle Amiche” diventa un laboratorio di valorizzazione, in cui la pluralità di esperienze e il valore simbolico del collegamento tra Castello e Monastero si uniscono per raccontare un territorio che vuole crescere in modo sostenibile, mantenendo vive le proprie radici e aprendosi a nuove forme di accoglienza.
Il Progetto è stato realizzato con il contributo del GAL Flaminia Cesano (attraverso la misura 19.2.7.6. “Investimenti relativi al patrimonio culturale e naturale delle aree rurali”) e alla sua realizzazione hanno contribuito numerosi soggetti: Unione Europea, Ministero delle Politiche Agricole, Regione Marche, Università degli Uomini originari di Frontone, Unione Montana Catria e Nerone, Monastero di Fonte Avellana, Comune di Frontone, Comune di Serra San Quirico, Azienda Speciale Consorziale del Catria, Alte Marche in una rete di collaborazione che conferma come la valorizzazione dei territori passi attraverso la sinergia tra istituzioni, comunità e realtà produttive.
Alla realizzazione del progetto hanno contribuito anche il Centro Studi Avellaniti, Schnell spa, Eco Demolizioni srl Società Benefit e Institute for Climate Change Solutions.








