PROFICUO INCONTRO FRA LA GIUNTA DI CONFINDUSTRIA RIMINI E I VERTICI DI BANCA CARIM

Nella prolungata crisi generale, con l’obiettivo di attenuarne per quanto possibile l’impatto sul sistema economico, c’è un ruolo di responsabilità per le banche e per le imprese, con le associazioni che le rappresentano.

Nel rispetto delle rispettive problematiche, ma con l’obiettivo di superarne quante possibile, c’è uno spazio di lavoro comune, all’insegna del dialogo e del confronto. Questo il senso di un incontro svoltosi fra il Presidente di Confindustria, Maurizio Focchi insieme alla Giunta e i vertici di Banca Carim nelle persone del Presidente, Sido Bonfatti, e del Direttore Generale Alberto Mocchi.

Il Presidente Maurizio Focchi, dopo avere illustrato i ruolo di Confindustria Rimini e l’importanza del comparto industriale della nostra provincia, ha ribadito quanto sia fondamentale il sostegno delle banche per la crescita delle imprese.

Prendendo spunto dalla relazione del Presidente Bonfatti sulla possibilità di portare avanti un lavoro comune, il Presidente Focchi ha ribadito la disponibilità degli industriali a lavorare insieme per trovare soluzioni utili a superare questo momento di crisi.

“Siamo consapevoli – ha dichiarato il Presidente Maurizio Focchi – che il ruolo della Banca non sia semplice, ma contemporaneamente non possiamo esimerci dal chiedere la necessaria attenzione per le aziende che stanno soffrendo. Siamo convinti che ci siano i presupposti affinché Confindustria Rimini e lo storico istituto di credito, possano lavorare nella stessa direzione al fine di trovare le adeguate strategie per avviare una nuova fase di sviluppo”.

Nel suo intervento il Presidente di Banca Carim Sido Bonfatti ha approfondito alcune tematiche.

“In questa fase storica così complicata – ha commentato al termine il Presidente di Banca Carim Sido Bonfatti – le banche non sono immuni da problemi e si vedono costrette ad adottare misure anche impopolari.

Nell’intervento all’Assiom Forex del 9 febbraio scorso, il Governatore della Banca d’Italia ha ribadito la richiesta alle banche di ridurre i costi e di cedere le attività non strategiche. Confermo che non è intenzione della Banca perseguire una politica di riduzione dei costi a scapito dei livelli occupazionali. Nel contempo confermo che le recenti rinunce alla prosecuzione dello storico rapporto con il Comune di Rimini e con l’INPS sono coerenti con il richiamo a concentrare l’attività delle banche su servizi strategici e profittevoli.

Ciò detto – ha aggiunto ancora il Presidente Bonfatti – abbiamo confermato ai vertici di Confindustria che intendiamo Il ruolo di ‘banca del territorio’ non certo come un messaggio propagandistico. Oltre alle iniziative intraprese (fra le altre quella dei fondi per le ‘tredicesime’, finanziamenti agevolati per le ristrutturazioni di immobili a destinazione ricettiva, l’incorporazione di Eticredito e della relativa mission) abbiamo ribadito di voler essere ‘banca-guida’ anche nella soluzione delle situazioni di crisi che ci vedono coinvolti, per la creazione di ‘Protocolli di comportamento’ che agevolino i processi di risoluzione. In sintesi, vogliamo fare la nostra parte, a condizione che lo facciano anche gli altri soggetti protagonisti dell’economia riminese. Fra costoro inseriamo anche gli Enti e le Amministrazioni pubbliche, quando compiono scelte che hanno diretta incidenza sull’economia e sulle imprese. E inseriamo anche gli imprenditori che chiamiamo a valutare tutti gli strumenti disponibili per il rafforzamento delle loro imprese, compatibilmente con le risorse disponibili nei singoli casi di specie. A tale propositola Bancavedrebbe con favore il ricorso allo strumento dei “prestiti partecipativi” che consente un sostegno finanziario immediato all’impresa da parte delle banche, nella prospettiva di un successivo e graduale  intervento dei soci nel capitale dell’impresa finanziata.

E’ un cammino, quello necessario, da fare insieme, senza inutili proclami, ma con tanto lavoro quotidiano insieme alle associazioni, alle imprese e alle banche del territorio.

Quello che chiediamo alle imprese e ai clienti è di non dimenticare le difficoltà del contesto generale nel quale la banca opera, e le particolarità che ne rendono meno flessibile di quanto auspicabile l’attività sul territorio: il richiamo è alla connotazione di forte concentrazione dei rischi per settore merceologico e per controparte, su cui mi sono già soffermato io ma su cui, soprattutto, hanno molto insistito i Commissari Straordinari chiamati a correggere una impostazione della gestione della Banca che l’Organo di Vigilanza ha giudicato non ottimale”.